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Cenni storici

Per semplicità si é soliti dividere gli avvenimenti storici tra:
- preistoria e storia antica;
- medio evo (dalla caduta dell'impero romano nel 476 d.C. al 1492)
- età moderna (dalla scoperta dell'America nel 1492 alla rivoluzione francese nel 1798 )
- età contemporanea (dal 1798 a oggi)


Cenni storici dell'antichità (dalla preistoria al 476 d.C.)

preistoria e antichità / medioevo / età moderna / età contemporanea

I Piceni, popolo di guerrieri, allevatori e pastori, svilupparono una fiorente civiltà nel territorio compreso tra Marche e Abruzzo tra il IX e il IV secolo a.C.; nella necropoli di Campovalano di Campli sono state rinvenute migliaia di tombe risalenti a quel periodo. 

I Piceni (o Picènti) erano una popolazione italica, stanziata in età romana nel Piceno (regione dell'Italia centrale, compresa tra l'Esino, l'Adriatico, il Salino e l'Appennino).

Originari della Sabina, i Picenti traevano il nome dal loro totem, il picchio (picus) sacro a Marte (attualmente ritratto nello stemma della regione Marche) che avrebbe guidato dalla conca di Rieti alla costa adriatica un gruppo di giovani sabini durante il rito della primavera sacra, il quale consisteva appunto nell'abbandonare la terra di origine.

Il Piceno fu abitato oltre che dai Picenti, a nord (Ager Picenus), anche dai Pretuzi a sud (Ager Praetutianus) e da gruppi di Liburni (popolazioni illiriche giunte dal mare e insediatesi sulla costa, ad esempio a Truentum); principale centro religioso era il santuario della dea Cupra, che sorgeva a Cupra Maritima.

Nel 299 a.C. si allearono ai Romani, con i quali vennero più tardi a conflitto, cosicché, sconfitti dopo due anni di lotta, furono in parte trapiantati nella zona tra Salerno e il Sele, che da essi prese il nome di Ager Picentinus.

Ad eccezione della capitale Asculum (Ascoli) e della colonia greca di Ancona (268 a.C.), che divennero alleate dei Romani, il resto del loro territorio fu annesso dai Romani che vi fondarono numerose colonie quali Hadria (o Hatria, o Atri), Firmum Picenum (Fermo), Castrum Novum Piceni (presso l'odierna Giulianova), Potentia (Potenza Picena) e Auximum (Osimo).

Mantenutisi fedeli durante la guerra annibalica, i Piceni furono tra i primi a ribellarsi durante la guerra sociale, iniziata nel 91 a.c. proprio con l'uccisione dei cittadini romani in Ascoli (tra cui il magistrato Servilio ucciso nel teatro cittadino), e vennero assoggettati da Gneo Pompeo Strabone, che nell'89 conquistò la città. Dopo il riordinamento augusteo dell'Italia, il Piceno costituì la V regione (Picenum).

Nel 292 d.C. fu riunito alla VI regione (Umbria) a formare la provincia Aemilia et Picenum, ma ne fu ben presto nuovamente separato e costituì una provincia a sé, il Picenum suburbicarium. Altri centri importanti della regione, che era percorsa dalle vie Flaminia, Salaria e Traiana, erano Interamnia Praetutiorum (Teramo), Truentum e Numana. Dopo l'età romana, il Piceno riuscì a sottrarsi in parte al dominio longobardo con la costituzione in Pentapoli (VI sec.), delle città costiere di Ancona, Fano, Senigallia, Pesaro e Rimini, dipendenti inizialmente dall'Esarcato bizantino di Ravenna. In seguito entrò a far parte dei territori sotto il dominio della Chiesa.

 


 Fonte dei testi di questa pagina

I Piceni [http://www.antiqui.it/piceni/sommario.htm]


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