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Fiume Tronto

Nasce dalle pendici (a quota 1900 metri s.l.m.) del Monte Gorzano sui monti della Laga, passa per la città di Ascoli Piceno, segna per un lungo tratto il confine tra Marche e Abruzzo, infine sfocia tra San Benedetto del Tronto e Martinsicuro; é lungo 115 km ed il bacino ha un'estensione di 1192 kmq.

Lungo il corso d’acqua esistono due invasi artificiali: la diga di Scandarella (in provincia di Rieti) con 12 milioni mc e la diga di Arquata del Tronto; Tallacano e Mozzano

 

Affluenti

Affluenti di sinistra: fosso di Bretta, torrente Chiaro, torrente Chifente, torrente Fiobbo, torrente Fluvione, torrente Lama, rio Riccione; 

Affluenti di destra: torrente Castellano, torrente Marino, fossa della Montagna. 

 

Torrenti Torrente Chiaro 

Lungo 15 km., nasce dal Monte La Torre (m 826).  Affluente di sinistra ad Ascoli Piceno, a sua volta ha per affluenti  il torrente Chiaro Morto (a sinistra) e il fosso Santo (a destra)

 

Torrente Fiobbo 

Lungo 15 km., nasce in contrada Palazzi, presso San Giovanni in Strada.  Affluente di sinistra a Spinetoli

 

Fossa della Montagna

Lungo 11 km., nasce dal monte Macera della Morte (m 2073), ed è ingrossato dalle acque che scendono fra questo e il monte Scalandro (m 1644). Affluente di destra nei pressi di Acquasanta Terme.

 

Torrente Castellano

Nasce in due rami, uno dal monte Giaccio Porcelli (mt. 2455) e l'altro dal Pizzo di Moscio mt. 2411, che si riuniscono presso colle Pietralta. Affluente di destra del fiume Tronto dentro la città di Ascoli Piceno. Esso ha due sbarramenti: uno presso Vignatico dove forma il lago di Talvacchia (capacità 14 milioni di mc.) e uno presso il borgo medievale di Castel Trosino dove forma il lago di Castel Trosino (capacità 0,4 milioni di mc) .

 

Torrente Marino 

Lungo 12 km., nasce dal monte Piselli (m 1678) a 1449. Affluente di destra del fiume Tronto a Marino del Tronto

 

 

Stato delle acque

Grafico sullo stato delle acque dei fiumi ascolani, tra cui il fiume Tronto - dalla Relazione dell'Arpa Marche del 2007. I pallini colorati indicano le stazioni di monitoraggio

(..) La qualità delle acque è tra “buono” e “sufficiente” per il primo tratto, “sufficiente” per il tratto di chiusura bacino. 

Nel primo tratto, dall’abitato di Trisungo fino ad Ascoli Piceno, il fiume è interessato da ripetute derivazioni per uso idroelettrico. Evidentemente, essendo minore la pressione antropica, l’elevato potere autodepurativo del fiume è tale da rendere “buona” la qualità delle sue acque. 

Poche sono le industrie che scaricano i propri reflui di lavorazione direttamente al fiume; una buona parte di detti scarichi sono convogliati, tramite il collettore consortile al depuratore del Nucleo Industriale sito nella zona Campolungo di Ascoli P. (Potenzialità attuale del depuratore 81.000 a.e. o 25.000 m3/giorno).

Una prima criticità riferibile a convogliamento di reflui industriali al depuratore terminale è rappresentata dal fatto che il collettore è di tipo misto e in caso di pioggia possono attivarsi gli scolmatori presenti lungo il suo percorso con versamenti cospicui di scarichi industriali direttamente al fiume Tronto. 

Esiti del monitoraggio delle sostanze pericolose sulle acque e sui sedimenti; i controlli analitici effettuati dal 2005 con cadenza mensile e semestrale sulle acque e sui sedimenti del fiume Tronto hanno fatto registrare dati che sono abbondantemente al di sotto dei corrispondenti obiettivi di qualità, tranne qualche eccezione commentata nel caso specifico. A conferma dell’affidabilità del dato si evidenzia che alcuni metalli, come l’arsenico, il cromo, il nichel e il piombo, benché caratterizzati da valori di concentrazione largamente al di sotto dei rispettivi obiettivi di qualità, presentano un andamento pressoché costante nei tre anni e un andamento spaziale con un apprezzabile incremento in corrispondenza del tratto di fiume terminale, che è quello maggiormente antropizzato. Riguardo ai solventi clorurati, non si riscontrano concentrazioni meritevoli di attenzione lungo l’asta fluviale. 

Da segnalare, invece, la presenza di IPA e PCB nei sedimenti fluviali, i primi in una stazione occasionale a valle dell’abitato di Ascoli Piceno, riconducibili all’attività di una industria di elettrodi di carbone, i secondi nella stazione 3TR ad una concentrazione circa dieci volte superiore al valore di fondo riscontrato negli altri sedimenti fluviali. Il valore di fondo è di circa 0,2 μg/Kg ss e l’obiettivo di qualità provvisorio e di 4 μg/Kg ss. (..)

==>> Testo e grafico estratti dalla "Relazione Annuale Sulle Acque Superficiali Interne - Stato di qualità ambientale dei Corsi d’acqua Superficiali della Regione Marche - 2007" a cura di ARPAM Agenzia Regionale Protezione Ambientale delle Marche. Sul sito internet [http://www.arpa.marche.it] è possibile consultare e scaricare la relazione completa e relazioni degli anni precedenti.

 

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Data aggiornamento: 1 gennaio 2009
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